Sacrestano assolto dopo quindici anni dall’accusa di violenza sessuale per una presunta molestia su un quattordicenne sulla base della perizia definitiva che lo definisce incapace di intendere e di volere. L’episodio accadde nel Valdarno aretino alla fine degli Anni 90. Il sacrestano fu accusato di aver palpeggiato il ragazzino che frequentava la stessa chiesa. Scattò la denuncia e dopo le indagini l’uomo, all’epoca dei fatti cinquantenne, fu rinviato a giudizio. Il caso si è trascinato per anni a colpi di perizie per stabilire se il sacrestano, definito “bordeline” dai medici che lo avevano in cura, fosse capace di intendere e di volere. Dopo quindici anni è arrivata la perizia definitiva che lo ha giudicato incapace di intendere e di volere sebbene socialmente non pericoloso. Il gup del Tribunale di Arezzo lo ha assolto.

