Arezzo ha celebrato la festa delle Forze Armate

Il discorso del Presidente Napolitano letto dal Prefetto Saverio Ordine

| Categoria: Attualità
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Festeggiata anche ad Arezzo la ricorrenza del IV Novembre, festa dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate. Dopo la deposizione di una corona al Sacrario dei Caduti di via dell'Anfiteatro, la cerimonia si è spostata in piazza San Jacopo dove il Prefetto Saverio Ordine ha letto il messaggio del presidente Giorgio Napolitano e il colonnello dei carabinieri Angelo Sorrentino quello del Ministro Mauro. Al termine il coro dei bambini del Convitto Nazionale di Arezzo ha allietato la festa. 

 

Il discorso del Presidente Napolitano

 

"Questa mattina, rendendo omaggio al sacello del Milite Ignoto, rivolgerò il mio commosso pensiero ai caduti di tutte le guerre e a coloro che hanno perso la vita, in Patria e all’estero, per la sicurezza del Paese e della comunità internazionale e per la salvaguardia della pace - scrive Napolitano - testimoniando la vicinanza del Paese alle Forze Armate, garanti di libertà e presidio delle istituzioni democratiche”.

"In un mondo sempre più complesso e interdipendente, in cui i rischi dell’instabilità e della disgregazione sociale e le minacce transnazionali del terrorismo e della criminalità organizzata premono ormai da vicino sull’Italia e sull’Europa - aggiunge il capo dello Stato - le Forze Armate svolgono un ruolo di crescente importanza per il futuro del Paese”.

 “In questa giornata così significativa, rinnovo il riconoscente apprezzamento di tutti gli italiani e mio personale ai militari impegnati nei diversi teatri di crisi, dall’Afghanistan, al Medio Oriente, ai Balcani, e a quelli che operano sul territorio nazionale e sui nostri mari. Un plauso particolare - sottolinea il presidente - meritano gli uomini e le donne che hanno partecipato alle operazioni di soccorso e al pietoso recupero delle salme delle vittime della terribile tragedia di Lampedusa. Viva le Forze Armate, viva la Repubblica, viva l’Italia!”.

Napolitano scrive che “ancor più intensamente è necessario lavorare per l’integrazione militare europea. Al Consiglio di dicembre l’Italia ha l’opportunità di promuovere iniziative forti e concrete, in grado di attivare circuiti virtuosi, di razionalizzazione e risparmio di risorse. È possibile coinvolgere in tempi brevi in questa prospettiva un numero crescente di paesi membri”.

“Non possiamo sottovalutare le tensioni e le incognite che presentano troppe situazioni innanzitutto nel Mediterraneo; non possiamo quindi indulgere a semplicismi e propagandismi che circolano in materia di spesa militare e di dotazioni indispensabili per le nostre forze armate”, ha detto Napolitano nel suo discorso alla cerimonia di consegna delle decorazioni dell’ordine militare d’Italia in occasione della feste delle Forze armate. “Non cessiamo di operare tenacemente per riportarli a casa”. L’assicurazione è rivolta dal presidente Napolitano “ai nostri marò, la cui odissea ancora continua lontano dall’Italia”

“Quale esempio meraviglioso hanno dato i nostri sommozzatori, calatisi in profondità per portare in superfice centinaia di povere salme di uomini, donne e bambini. Un’operazione stoica che non può essere dimenticata e a cui va reso pieno onore”, ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

“La coperta resterà corta anche se riusciremo con un grande sforzo collettivo di responsabilità e coesione a riaprirci presto un sentiero di crescita per l’economia italiana”, dice il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, parlando dei compiti dell’Italia e delle forze armate che “richiedono risorse che scarseggiano”.

"L’operazione Mare nostrum sta andando bene ed è importante perché ha reso possibile che l’Europa comprendesse che l’Italia non vuole sottrarsi alle proprie responsabilità. Anzi, assumendoci in pieno le difficoltà, mettiamo in evidenza la vastità del problema”, dichiara il ministro della Difesa Mauro Mauro a ‘Prima di tutto’, su Rai Radio 1, riferendo che “800 persone sono state salvate in mare soltanto l’altra notte, l’Europa non ha piu frontiere al proprio interno, e questo è un fatto positivo, ma è paradossale che quando le frontiere sono esterne, ridiventino nazionali. Lampedusa è il confine dell’Europa”.

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