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Una serata in ricordo del grande Franco Paturzo

In programma venerdì alle 18 al Pietro Aretino

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Edoardo Malvestiti

Sarà celebrata venerdì alle 18 presso il teatro Pietro Aretino una cerimonia commemorativa in ricordo del grande Franco Paturzo. Un'iniziativa nata dagli amici del cuore per il ricordo di una persona straordinaria come Franco, per ricordare al meglio una figura importante nella cultura aretina, una figura di uomo poliedrico affezionato alla musica , ma soprattutto alla ragione e alle scoperte culturali del territorio.
L’assessore alla cultura del Comune di Arezzo Pasquale Macrì introdurrà la serata: “sia chiaro che non è una commemorazione privata, quindi spero vi partecipino non solo gli amici. Con Franco Paturzo siamo dinanzi a una figura che con la cultura ha unito aspetto personale e aspetto sociale. È utile ricordare questo principio: che la vita nella cultura è utile a noi stessi e agli altri. Un uomo mite e poliedrico, capace di spaziare dalla musica alla storia del territorio. Ricordo le sue trasmissioni alla scoperta della città, con riflessioni fruibilissime, e che aveva aderito con entusiasmo al nostro progetto di aprire i luoghi dell’arte aretina, gli scrigni, che ospitavano le opere di Icastica. Paturzo si era, come dire, ‘adattato’ al ruolo e via via che descriveva San Francesco o Casa Vasari stava prendendo dimestichezza con l’arte contemporanea”.
Claudio Santori ha ricordato Paturzo “docente dell’Università dell’età libera, dove teneva un corso molto frequentato su argomenti nodali della storia di Arezzo e si riprometteva di farne uno quest’anno sugli sviluppi urbanistici del secolo scorso, e presidente della Brigata degli amici dei monumenti. Era poi organista e direttore d’orchestra, si è esibito al Petrarca con il ‘Barbiere di Siviglia’ con risultati di grande professionalità”.
Piero Comanducci: “ho avuto la fortuna di riprendere alcuni suoi concerti che teneva a prescindere dal pubblico partecipante. Perché era una persona che si prestava con modestia. Paturzo batteva, danzava, sui pedali dell’organo come un pilota di rally con freno e acceleratore. Sembra un paragone incredibile o azzardato e invece non lo è”.
Nel corso della commemorazione aperta a tutta la cittadinanza aretina e non , verranno proiettati dei filmati in ricordo del grande storico aretino. Dopo gli studi classici Franco si era laureato in farmacia ma la sua vera passione era la musica, tanto che si diplomò in organo e composizione organistica al Conservatorio di Perugia e studiò direzione d’orchestra. Nella veste di direttore d’orchestra ha tenuto, con successo, numerosi concerti in Europa e negli Stati Uniti. Numerose le produzioni liriche da lui dirette. Fondò, unitamente ad Alessandro Perpich, l’Orchestra da Camera della Toscana per la musica barocca ed è stato per numerosi anni direttore della scuola di musica comunale Cappetti di Monte San Savino e direttore artistico del Festival Musicale Savinese. Poi, ha ricevuto incarichi di direttore artistico in numerose manifestazioni ed è stato coordinatore e tutor di vari corsi di formazione professionale in tecnica orchestrale e musica lirica organizzati dalla Regione Toscana e dalla Provincia.
 

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Edoardo Malvestiti

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