Pratovecchio in festa per i cento anni di nonno Gino

Grande appassionato del gioco delle carte, ha avuto una vita intensa e ricca di emozioni

| di Consuelo Picchi
| Categoria: Casentino
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Nonno Gino si prepara a soffiare sulla centesima candelina!! Un traguardo davvero di tutto rispetto che si appresta a varcare con gioia e serenità il 27 dicembre prossimo anche se i festeggiamenti sono fissati per il giorno seguente.

Una festa per lui e per la sua famiglia ma anche per tutto il paese di Pratovecchio che è orgoglioso di annoverare tra i suoi cittadini un centenario come Gino Amadori.

Lo scorrere degli anni lo hanno progressivamente privato quasi totalmente della vista e dell’udito, ma il suo portamento è ancora fiero come quello di un giovanotto e la sua vitalità non si è certo sopita. Gino infatti appare ben più giovane di quello che in realtà è, e i suoi pomeriggi ama trascorrerli giocando a carte.

“Nella vita ho sempre fatto il contadino – racconta – sono nato nell’Appennino Romagnolo poi mi sono spostato in quello toscano!! Perché il nostro versante era più prospero dal punto di vista della produttività del terreno.”

Gino si è sposato ed ha avuto quattro figli che lo hanno reso prima nonno di 6 nipoti poi anche bisnonno di 8.

Alla domanda se secondo lui il mondo era migliore ai suoi tempi oppure oggi, risponde convinto che i tempi migliori sarebbero oggi, perché ci sono tanti servizi mentre quando è nato lui non c’erano nemmeno le strade, però per stare bene bisognerebbe che chi ci governa fosse più giudizioso ed oculato. A tal proposito ricorda: “Mussolini voleva bene ai poveri, li aiutava. Nel 1935 fece una legge che diceva che chiunque avesse fatto un figlio in quell’anno avrebbe avuto dallo stato 50 lire se metteva al mondo una bambina e 100 se invece procreava un maschio. Io feci una femmina – ricorda – In quell’anno nacquero tantissimi bambini!!.

Gino ha avuto sempre tanti interessi ed molta fantasia, a lavorare il legno poi è stato un vero artista.

Amava anche andare a caccia, soprattutto di cinghiali, e questa sua passione gli aveva fruttato il soprannome di “cartuccia”, ovvero il terrore dei cinghiali.

Si è mantenuto così in forma godendo dei piaceri della vita, bevendo acqua fresca, ballando e intrattenendo il gentil sesso.

Gino è infatti rimasto vedovo quasi 30 anni fa, ma andando a ballare aveva incontrato una nuova compagna con cui ha condiviso balli e divertimenti fino a più di 90 anni.

“All’inizio questa signora non mi voleva mica – racconta Gino – poi un ballo dopo l’altro sono riuscito a farle dire di si”

Il bilancio della sua vita è senza dubbio positivo, Gino è felice del suo viaggio su questa terra e ora aspetta con emozione e gioia la sua festa di compleanno.

Consuelo Picchi

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