Sono passate solo poche settimane da quando un orafo aretino, B.C. di 62 anni, aveva denunciato alla Questura di Arezzo di aver subito una rapina nel corso della quale era stato minacciato, legato, imbavagliato e sequestrato da due uomini armati di pistola. Adesso è finito in manette. Ma andiamo con ordine. Gli aggressori, almeno secondo quanto riferito dal 62enne, presentatisi presso i locali della ditta, come appartenenti alla Guardia di Finanza, dopo avergli svuotato le casseforti erano fuggiti con un ingente bottino rinchiudendolo nel locale e lasciandolo così traumatizzato da essere costretto a ricorrere alle cure dei sanitari. Tutto questo si era svolto al Baco d'Oro intorno a mezzogiorno; sul posto, la polizia aveva effettuato sopralluoghi ed accertamenti immediati. Da quel momento, era la fine del mese di novembre dello scorso anno, erano scattate, tempestive e serrate, le indagini della Squadra Mobile di Arezzo. Questa mattina il 62enne è stato arrestato perchè destinatario di un mandato di arresto europeo, emesso dalle Autorità del Belgio che lo ritengono responsabile dei reati di falsificazione, riciclaggio di denaro - per un ammontare di cifre da capogiro, si parla di milioni di euro - ed evasione fiscale, reati che B.C. avrebbe commesso nell’arco di alcuni anni in quel Paese. Il personale della Squadra Mobile di Arezzo, che ha dato esecuzione al mandato ed ha tratto in arresto B.C., lo ha associato presso la casa circondariale di Arezzo, a disposizione delle Autorità per la successiva estradizione in Belgio.
Continuano intanto le indagini della Squadra Mobile e non è escluso che le risultanze dell’attività delle autorità Belghe, anche queste ancora in corso, non possano essere messe in collegamento con i fatti di Arezzo.
L'arresto è stato convalidato ed al 62enne sono stati concessi i domiciliari.
