Fabianelli "Imprenditori e cittadini rischiano di essere fiscalmente uccisi"

Intervento del presidente di Confindustria Arezzo

| Categoria: Economia
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Andrea Fabianelli

"Lo snodo cruciale  è che senza una  coraggiosa rivoluzione fiscale l'Italia corre il rischio concreto di trovarsi  in poco tempo ai margini dell'Europa. Il forte e totale dissenso che esprimo da tempo sul fisco a nome delle centinaia di industriali della provincia di Arezzo lo focalizzo oggi, in particolare, sulle tasse sugli immobili: lo definisco un caos totale. In questi giorni un autorevole quotidiano economico ha titolato: " Mini-Imu, caccia all'aliquota giusta" e un quotidiano della capitale : " Mini-Imu più Tares, caos sui pagamenti", per non parlare della Tasi, ultima nata nel variopinto mondo delle tasse, che dovrà essere pagata da chiunque possiede o detiene immobili, compresi i capannoni industriali e le prime case. Veniamo a noi: bene ha fatto il Sindaco Fanfani a mantenere l’aliquota base Imu per la prima casa per gli aretini, ma sono circa 100 mila gli abitanti di 19 Comuni della Provincia che entro pochi giorni dovranno pagare la Mini-Imu. E' possibile continuare ad andare avanti così? Tutti i soggetti interessati, dai cittadini agli imprenditori, ai Comuni sono drammaticamente coinvolti in questo caos totale. Il fisco, perché non chiamarla "ghigliottina delle tasse", sta condannando l'Italia  ad un impoverimento sempre più accentuato. Il presidente di Anci Toscana Alessandro Cosimi ha detto, in polemica con il Governo prendendone le distanze, che -non si può continuare ad avere questa incertezza sui numeri e sulle modalità di tassazione, perché questo uccide i Comuni-. E se ad essere "fiscalmente uccisi"  sono i cittadini e gli imprenditori, questo, lo dico con forza, non interessa alle istituzioni nazionali e locali ? Noi siamo prima dei cittadini poi degli imprenditori quindi paghiamo due volte: per le nostre case e per i  nostri capannoni industriali quindi, consentitici, almeno doppia protesta. Mentre stiamo ancora aspettando il rilancio della crescita per puntare successivamente allo sviluppo del Paese e- senza imprese forti  e sane finanziariamente non ci saranno crescita e sviluppo-, denunciamo che la Mini-Imu e la Tares costeranno al mondo delle imprese almeno 1 milardo di euro . Che fine farà quel miliardo ? Cosa ci faranno con quel miliardo ? Non sarebbe stato meglio lasciarlo agli imprenditori per investirlo in nuove iniziative industriali ? Noi  industriali di Confindustria Arezzo pensiamo di sì, come crediamo fortemente che le amministrazioni locali, se veramente lo volessero, potrebbero, senza aumentare le tasse, trovare risorse importanti da due fonti: i risparmi derivanti dall’accorpamento e la messa in comune di servizi comunali e la dismissione delle partecipazioni pubbliche nelle aziende da loro controllate, restituendole alla concorrenza e quindi al mercato”.

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