Partendo dalla dinamica delle imprese riferita al secondo trimestre dell'anno, i dati evidenziano una sostanziale stabilità del sistema rispetto al primo trimestre dell'anno cui hanno contribuito positivamente le società di capitale (+0,9%), quelle di persone (+0,2%) e le altre forme (+3,3%), bilanciando il risultato negativo delle imprese individuali (-0,5%).
Confrontando i dati delle iscrizioni e delle cessazioni non d'ufficio con quelli degli stessi periodi del 2012 appare evidente la progressiva diminuzione delle iscrizioni e parallelamente un aumento delle cancellazioni, fenomeno che ha progressivamente eroso la storica tendenza alla crescita del tessuto produttivo provinciale portando, per il momento la dinamica su una sostanziale stazionarietà.
Nel confronto rispetto al primo trimestre dell'anno tutti i settori risultano in crescita ad eccezione dell'agricoltura ma, vista la particolarità del primo trimestre in cui vi è una concentrazione “anomala” di cessazioni per motivazioni di carattere amministrativo e fiscale, il confronto con il dato di inizio anno sicuramente può fornire una fotografia sicuramente più veritiere della tendenza in atto: in questo caso vediamo che ci sono settori in contrazione numerica fra i quali troviamo, oltre alla già citata agricoltura (-3,2%) anche le attività manifatturiere (-0,9%) le costruzioni (-1,3%), il commercio (-1,1%), i trasporti (-0,8%) e le attività artistiche e di intrattenimento (-0,8%). Non mancano, comunque, anche i settori in cui al contrario crescono il numero delle imprese è in aumento: servizi di alloggio e ristorazione (+1,4%), servizi di informazione e comunicazione (+1%), attività finanziarie ed assicurative (+1,5%), attività immobiliari (+1,2%), attività professionali, scientifiche e tecniche (+0,4%), servizi di supporto alle imprese (+1,1%) e altre attvità di servizi (+0,9%).
Imprese registrate per attività economica in provincia di Arezzo – II trimestre 2013
Imprese femminili, giovanili e straniere – II trimestre e I semestre 2013I dati sulle imprese femminili hanno presentato nel secondo trimestre un arretramento dello 0,1% che sommato alla flessione del primo trimestre porta il risultato dei primi sei mesi a -0,4%.
Per le imprese giovanili , al contrario, si riscontra una rilevante crescita di 92 unità con un tasso di crescita del 2,6%. Nel primo semestre il saldo si è attestato a +182 unità con una variazione relativa del 4,6%.
Infine, anche le imprese straniere presentano una sensibile crescita di 42 unità che consente alla provincia di Arezzo di ottenere un tasso di crescita dell'1,2% nel secondo trimestre e dell'1,7% nel primo semestre.
Venendo invece al dato relativo alle esportazioni nel primo trimestre del 2013, come già comunicato alcune settimane fa, si segnala una flessione del valore dell'export della provincia di Arezzo del 13,3%.
Va subito messo in evidenza che il risultato complessivo non è affatto rappresentativo di un generale arretramento dei flussi provinciali. La flessione ha infatti origine essenzialmente nei metalli preziosi che nel periodo vedono diminuire il valore delle esportazioni del 27,4% e chiaramente, rappresentando poco meno della metà del totale dell'export, hanno un impatto significativo sul dato complessivo. A questo proposito va comunque specificato che una parte della diminuzione può essere attribuibile al contemporaneo calo del 5,1% del prezzo dell'oro, mentre il cambio euro/dollaro non ha inciso in maniera significativa (+0,7%).
Se si depura quindi dal valore complessivo delle esportazioni i flussi relativi ai soli metalli preziosi si ottiene che il resto delle merci presenta, al contrario, una crescita del 7,5% rispetto al primo trimestre 2012.
In particolare crescono del 16% le esportazioni degli oggetti di oreficeria: in questo caso la flessione del prezzo dell'oro porta ad una parziale sottostima della variazione reale che potrebbe essere anche più elevata. E' una buona notizia per un settore di vitale importanza per l'economia provinciale.
Significativa è anche la crescita registrata dal comparto della moda che nel trimestre cresce nel complesso del 21,4%: al suo interno, fatta eccezione per il tessile (-2,1%), sia l'abbigliamento (+3,5%), che le calzature (+1,8%) ma in particolare la pelletteria (+49,2%), presentano risultati positivi.
Negli altri settori si riscontrano segnali discordanti.
Da un lato troviamo specializzazioni che crescono: solo citando quelli più rappresentativi in termini di valore dell'export, troviamo i prodotti alimentari (+8,5%), le bevande ed in particolare il vino (+22,1%), i prodotti in metallo (+1,5%), l'elettronica (+2,9%) ed i macchinari (+4,9%).
Dall'altro invece ci sono settori che in questo primo scorcio del 2013 accusano qualche cedimento nei mercati esteri: i prodotti chimici (-15,9%), le apparecchiature elettriche (-6,8%), gli autoveicoli e rimorchi (-16,5%) ed i mobili (-46,7%).
Esportazioni manifatturiere della provincia di Arezzo – I trimestre 2013
Infine la terza rilevazione proposta è il secondo report trimestrale del Rapporto Excelsior sui fabbisogni professionali e formativi delle imprese aretine dei settori industria e servizi
Il Rapporto Excelsior , promosso dal sistema camerale in accordo con il Ministero del Lavoro e facente parte del Programma Statistico Nazionale, prevede l'intervista a livello nazionale di oltre 100.000 imprese, di cui circa 800 operanti in provincia di Arezzo. Per ampiezza e profondità di analisi Excelsior è lo strumento informativo più completo oggi a disposizione per la conoscenza dei fabbisogni delle imprese riguardo al mercato del lavoro.
Nella provincia di Arezzo, la domanda di lavoro non presenta variazioni rispetto al trimestre precedente. I contratti attivati nel 2° trimestre dell'anno dovrebbero essere, considerando tutte le modalità, pari a circa 1.080 unità, le stesse di tre mesi prima.
La variazione occupazionale attesa nel secondo trimestre dell'anno in provincia di Arezzo ( quindi, di fatto già realizzata, risulta, seppur contenuta, di segno positivo: alle 1.080 "entrate" di lavoratori, sia subordinati sia autonomi, si contrappongono infatti circa 960 "uscite" (dovute a scadenza di contratti, pensionamento o altri motivi), da cui deriva un "saldo" positivo pari a circa 120 unità.
La componente penalizzata è quella delle collaborazioni a progetto, per le quali si prevedono, nell'arco del trimestre, una settantina di "entrate" e circa 130 "uscite", vale a dire una sessantina di posti di lavoro in meno.
Questo calo è però più che compensato dalle variazioni positive registrate per le altre modalità contrattuali, per le quali il numero di contratti attivati dovrebbe superare, sia pure di poco, quello dei contratti in scadenza: +80 unità è il "saldo" previsto per i lavoratori alle dipendenze, +100 quello dei contratti in somministrazione (interinali).
Considerando tutte le modalità contrattuali nel loro insieme, nella maggior parte delle altre province toscane (con la sola eccezione di Prato e Pisa), si prevedono variazioni occupazionali positive, che oscillano da +1.610 unità a Livorno alle +90 di Pistoia. Questo buon andamento è dovuto in larga misura alle assunzioni collegate alla stagione turistica estiva, prevalenti in molte delle province toscane.
Le assunzioni di lavoratori dipendenti, che costituiscono la parte prevalente della domanda di lavoro espressa dalle imprese, ammontano in provincia di Arezzo, a 740 unità, il 32% in più rispetto alle 560 dello scorso trimestre.
Un contratto di lavoro dipendente tuttavia non sempre significa stabilità contrattuale: basti pensare che le assunzioni a tempo determinato saranno, nella provincia, circa 550, pari ai tre quarti del totale.
Queste saranno finalizzate soprattutto a realizzare attività stagionali e a coprire picchi di attività, raggiungendo per ciascuno di questi due casi le 180 unità (complessivamente quasi la metà del totale provinciale).
A queste si aggiungeranno poi circa 120 assunzioni per "testare" i candidati prima di una possibile assunzione stabile (17%) e una settantina circa per sostituire lavoratori temporaneamente assenti (9%). I contratti stabili (ovvero quelli a tempo indeterminato e, assimilati a questi, i contratti di apprendistato) saranno nel loro insieme circa 170.
Il 54% circa delle 740 assunzioni programmate ad Arezzo nel 2° trimestre del 2013 si concentrerà nei servizi, circa 6 punti in meno rispetto al trimestre precedente. Diminuisce quindi il peso dell'industria (costruzioni comprese), che si attesterà al 46% del totale. Tra i servizi, prevalgono nettamente le attività collegate al turismo e alla ristorazione, con 190 assunzioni (il 26% del totale provinciale). Seguono, a grande distanza, le attività del commercio, con una ottantina di assunzioni (10%), i servizi alle imprese (una settantina di unità), e i servizi alle persone (una sessantina). Nell'industria, il comparto che concentrerà una parte significativa delle assunzioni è quello delle costruzioni (150 unità, il 21% del totale provinciale), seguito dal sistema della moda (una novantina di unità, 12%).
E' inoltre in netto aumento rispetto al trimestre precedente la richiesta di esperienza specifica che interesserà il 65% delle assunzioni totali, quota superiore di 8 punti alla media regionale. In particolare, al 29% dei candidati sarà richiesta una esperienza specifica nella professione e al 36% un'esperienza almeno nel settore dell'impresa. L'esperienza è un requisito segnalato più spesso nell'industria che non nei servizi (74% delle assunzioni contro il 57%). Esso interesserà soprattutto le assunzioni che verranno effettuate nelle imprese delle costruzioni (91%) e del sistema della moda (74%). Fra i servizi, spiccano i servizi alle persone, con quattro quinti delle assunzioni rivolte a candidati in possesso di esperienza, e il turismo e ristorazione (61%) Nonostante la maggiore richiesta di esperienza, diminuiscono leggermente i problemi che le imprese aretine incontrano nel trovare i profili desiderati. La quota di assunzioni difficili da reperire passa dal 24% del 1° trimestre dell'anno al 21% di questo trimestre, superando, tuttavia, di bel 10 punti la media regionale. I problemi nel trovare personale vengono imputati più spesso all'inadeguatezza della preparazione dei candidati (14%) che non a una scarsa presenza delle figure ricercate (7%)
In questo trimestre, la quota di assunzioni rivolte ai giovani con meno di 30 anni si attesta attorno al 29% del totale, circa 7 punti in più rispetto al trimestre precedente. Considerando però le assunzioni per cui l'età non è un requisito importante eripartendole proporzionalmente fra le due classi di età (meno di 30 anni e più di 30 anni), le opportunità per i giovani sono in realtà più ampie di quelle indicate, e si stima che potranno raggiungere circa la metà delle assunzioni totali (percentuale in crescita rispetto a quella del trimestre precedente).
Per quanto riguarda il genere, tenendo conto delle assunzioni per cui le imprese considerano uomini e donne ugualmente adatti a esercitare la professione e ripartendole in proporzione a quanto espressamente dichiarato, le "opportunità" per le donne in provincia di Arezzo risultano pari al 38% del totale, in netto aumento rispetto a tre mesi prima.
Circa il 18% delle assunzioni programmate dalle imprese aretine nel 2° trimestre 2013 (circa 130 unità in termini assoluti) riguarderà profili "high skill", ossia dirigenti, specialisti e tecnici. Questa quota supera ampiamente sia la media regionale (che si limita al 9%), sia quella nazionale (pari al 13%). L'insieme più numeroso è però quello delle professioni qualificate nelle attività commerciali e nei servizi (250 unità, per una quota pari al 34% del totale), seguito dalle figure operaie (210 unità e 29%) e da quelle impiegatizie (110 unità, 14%).
Guardando, più in dettaglio, alle singole figure professionali, si rileva che le cinque professioni più richieste concentrano quasi il 60% delle assunzioni totali previste in provincia di Arezzo.
Fra queste, spiccano i cuochi, camerieri e professioni simili, con 170 assunzioni programmate, che saranno, nella quasi totalità dei casi, a tempo determinato. Per questi profili le imprese aretine segnalano problemi di reperimento più significativi rispetto a quelli indicati per le altre figure principali: le difficoltà riguarderanno infatti il 37% circa di queste assunzioni. In quasi sette casi su dieci è inoltre richiesta una precedente esperienza lavorativa nel settore o nella professione.
Fra le altre principali professioni, solo per gli operai specializzati (o nell'edilizia o nel tessile-abbigliamento) le imprese aretine segnalano qualche problema nel trovare il candidato "ideale" (problemi di reperimento sono attesi in circa un terzo dei casi). Soprattutto per gli operai specializzati nell'edilizia, la richiesta di esperienza lavorativa specifica sarà molto frequente, interessando più del 90% dei candidati.
Nel caso, invece, dei commessi e del personale di segreteria, le imprese aretine sembrano decisamente più orientate - rispetto alle altre principali professioni - ad assumere anche candidati senza una esperienza specifica.
Le 740 assunzioni programmate in provincia di Arezzo nel 2° trimestre del 2013 riguarderanno una settantina circa di laureati, 370 diplomati, 100 figure in possesso della qualifica professionale e circa 190 alle quali non verrà richiesta una preparazione scolastica specifica. La quota dei laureati e diplomati nel loro insieme è dunque pari al 60% del totale, in deciso aumento rispetto al trimestre precedente (+20 punti), e al di sopra di 12 punti al 48% che si registra nella media regionale.
Risulta invece sostanzialmente invariata la quota di qualificati (14%) mentre diminuisce nettamente quella delle assunzioni per cui non è necessaria una formazione specifica, che passa dal 44% al 26%.
“ I dati riassunti in questa nota -sottolinea il Presidente della Camera di Commercio di Arezzo Andea Sereni – evidenziano una sostanziale stabilità per il nostro sistema economico locale. Sembra essersi arrestato il ciclo negativo che ha contraddistinto i precedenti anni ma ancora non emergono chiari ed univoci segnali di ripresa. Appare certamente positivo il quadro relativo alla penetrazione dei nostri prodotti sui mercati esteri e questo ci spinge, come Ente camerale, ad incrementare, per quanto ci è possibile , gli interventi a favore dell’internazionalizzazione e per il presidio dei mercati più dinamici E' quindi la filiera dell'export quella che può realmente far ripartire la nostra economia, creando un circolo virtuoso che sia in grado di riattivare consumi ed investimenti e quindi di riattivare un mercato interno da troppo tempo in condizioni asfittiche. E' dal lavoro delle imprese che si rilanciano le possibilità di crescita dei “posti di lavoro” : una evidenza che il rapporto Excelsior non può che confermare”
“Nati-mortalità delle imprese del secondo trimestre 2013, export provinciale primo trimestre e prospettive occupazionali del secondo trimestre sono evidenzia il Segretario generale della Camera di Commercio di Arezzo della Camera di Commercio di Arezzo Giuseppe Salvini le tre rilevazioni diffuse dal sistema camerale nel mese di luglio. Sistema camerale che, con la sua struttura a rete radicata nel territorio, costituisce un osservatorio privilegiato per leggere con attenzione lo stato di salute della nostra economia. La Camera di Commercio di Arezzo porta avanti una sistematica attività di monitoraggio anche con Unioncamere Toscana attraverso una rete di osservatori di sistema Si tratta di quindici osservatori che, con rilevazioni che vanno dall'artigianato ai bilanci delle società, dai credito alle imprese high tech, sono in grado di offrire un quadro abbastanza definito dello stato dell'economia provinciale., evidenziando le tendenze emergenti e gli orientamenti di mercato”.

