Fabianelli su legge stabilità "Provvedimento senza coraggio e di effetti trascurabili"

Intervento del presidente di Confindustria Arezzo

| Categoria: Economia
STAMPA
Andrea Fabianelli

Nel fare un primo bilancio sulla Legge di Stabilità il Presidente di Confindustria Arezzo Andrea Fabianelli è sulla stessa linea del suo Presidente Nazionale Squinzi: "Il provvedimento, nei numeri che abbiamo visto, manca di coraggio ed è molto lontano da quanto avevamo chiesto a gennaio col Progetto di Confindustria per la Crescita – commenta Fabianelli – siamo molto delusi, in particolare, dall'entità degli stanziamenti, ben lontana da quella in grado di garantire un impatto di un qualche rilievo sull'economia; è come se si pretendesse di curare un moribondo somministrandogli un’aspirina – spiega Fabianelli – prendiamo ad esempio la priorità del taglio del cuneo fiscale: gli interventi previsti riguardano 3,8 miliardi per le imprese (1,2 sul 2014, 1,2 sul 2015, 1,4 sul 2016) e 5 miliardi per i lavoratori (1,5 sul 2014, 1,7 sul 2015 e 1,8 sul 2016) spalmati su tre anni. E’ evidente che si tratta di cifre irrisorie, che equivalgono ad aumenti della busta paga dei dipendenti che oscillano dalle 10 alle 20 euro e che non sono certo sufficienti a riavviare i consumi – continua Fabianelli – per quanto riguarda le risorse dedicate agli investimenti, sono stati sì previsti 3 miliardi per i lavori pubblici, 1 miliardo di apertura del patto di stabilità per le spese dei comuni virtuosi e 1 miliardo per la proroga dei bonus ristrutturazioni/arredo ed efficienza energetica, ma mancano interventi a sostegno della R&I, di fondamentale importanza per qualsiasi tipologia di azienda. Per quanto riguarda infine la riduzione della pressione fiscale, è necessario procedere con la deducibilità integrale dell'IMU sui capannoni dall'IRAP e dall'IRES. Ricordiamo che si tratta di un impegno che il Governo ha assunto prima dell'estate e che è necessario trovi ora definitiva attuazione. In definitiva mi pare che si tratti di interventi estremamente timidi, che così come sono, non sono in grado di rinvigorire i debolissimi segnali di ripresa che potrebbero intravedersi all’orizzonte. Oggi c’è bisogno di rimettere in piedi l’Italia, c’è in ballo l’interesse e il futuro dell’intero Paese, non basta un’aspirina, serve un elettroshock!”

Contatti

redazione@arezzooggi.net
Accedi Invia articolo Registrati
Cittanet
Questo sito utilizza cookies sia tecnici che e di terze parti. Continuando la navigazione acconsenti al loro utilizzo - Informativa completa - OK