Forum Risk Management: la domiciliarità delle cure e il supporto sociale come risposta al ricovero ospedaliero

Grazie ai sistemi di teleassistenza diminuisce il consumo inappropriato di risorse sanitarie

| Categoria: Sanità
STAMPA

“I servizi sanitari devono trasferire il loro baricentro verso il territorio grazie alla creazione di un sistema di servizi socio-assistenziali capaci di garantire la continuità a 360° nella cura dei pazienti – commenta Fabio Faltoni, amministratore delegato di EBM e Direttore Generale della divisione Dispositivi medici e sistemi ICT, Italia di TBS Group -.
L’assistenza domiciliare, se ben organizzata tra tutti i soggetti erogatori di prestazioni, può diminuire il consumo inappropriato di risorse sanitarie”.
Tale evoluzione è possibile solo se si passa da una logica di emergenza a una di prevenzione con naturalmente il supporto di un’infrastruttura capace di collegare tutti gli interlocutori interessati, come il Centro Servizi. Quest’ultimo si fonda su un nuovo modello di assistenza la cui base risiede nel network telematico, progettato e realizzato per essere il “centro neurale” tra cittadino e territorio e punto di riferimento per relazionarsi con tutte le risorse disponibili e per fronteggiare ogni tipo di esigenza socio-sanitaria.
“Il Centro Servizi – conclude Faltoni – vuole rappresentare un sistema polivalente progettato per consentire il monitoraggio costante dei parametri clinici a distanza e dei conseguenti interventi evitando o delimitando i ricoveri. Un modo per mantenere la massima sicurezza ed efficacia delle cure, migliorando la qualità della vita dei cittadini”.
Il Direttore di Staff dell’AUSL 8 di Arezzo, Pier Carlo Ghiselli, sottolinea come “un progetto partito da una sperimentazione su attività di telemedicina si sia rapidamente esteso all’idea di un Centro Servizi capace di integrare una pluralità di servizi e stia oggi evolvendo nella direzione di un Centro denominato Multiservizi: solo la definizione è sufficiente a chiarire l’orizzonte e l’estensione verso cui ci muoviamo. Mi sembra – conclude Ghiselli – che la sola enunciazione di un percorso di questo genere certifichi un successo e rappresenti un progetto di dimensione crescente e dalle grandi potenzialità. Faremo di tutto per non farcele scappare”.


 

Contatti

redazione@arezzooggi.net
Accedi Invia articolo Registrati
Cittanet
Questo sito utilizza cookies sia tecnici che e di terze parti. Continuando la navigazione acconsenti al loro utilizzo - Informativa completa - OK