Pet Therapy, curarsi con gli animali. Il progetto di Provincia ed Asl

Traguardi importanti con malati e disabili

| Categoria: Sanità
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Gli animali possono aiutare nella cura di disabilità psichiche, fisiche o in casi di disturbi dell'apprendimento. La terapia assistita con gli animali (Pet therapy), ha sempre più un ruolo cruciale nella riabilitazione logopedica e fisioterapica infantile. L’'ssessorato alle Politiche Sociali della Provincia di Arezzo, in collaborazione con la Asl 8, promuove ‘Mifidodimiao’, un progetto sperimentale di Pet Therapy. Dal suo inizio ad oggi, il progetto ha raggiunto traguardi importanti e inaspettati, confermando che quello intrapreso nel 2004 è stato un percorso giusto, tuttavia, in alcune parti ancora da costruire. E’ anche per questo motivo che, annualmente, si organizza un corso di aggiornamento obbligatorio con Ecm per operatori sanitari, ma aperto a tutti gli interessati, con l'obiettivo di informare e far conoscere la zooantropologia quale co-terapia in sanità. Il corso si svolge in questi due giorni all’Ospedale San Donato e all'ASP Fossombroni. “Abbiamo iniziato consapevoli che la Pet Therapy è una co-terapia – spiega la Vice Presidente della Provincia di Arezzo, Mirella Ricci – che si tratta di una strada in più che ci aiuta ad aprire nuovi varchi di comunicazione con ragazzi con cui è difficile comunicare; che siano ragazzi autistici o anziani malati di Alzheimer, ad esempio. L’'animale diventa un tramite di comunicazione. E’ grazie a lui che si riesce ad innescare, spontaneamente, dei meccanismi di stimolo in determinati soggetti. L’animale, quindi, è un alleato indispensabile nella costruzione di quel ‘ponte’ che ci permette di raggiungere la persona con difficoltà mentali o di linguaggio. Tutto questo, insieme all’equipe medica composta da varie figure come psicologi, pedagoghi, operatori sociali e conduttori cinofili specializzati. I risultati che si riescono ad ottenere con la Pet Therapy sono davvero sorprendenti. Per dare continuità a questo progetto – conclude Mirella Ricci – ogni anno viene organizzato un convegno che è sia un punto di riferimento per la formazione degli operatori che un appuntamento fondamentale, a livello regionale, per fare il punto sulla situazione, valutare le realtà e le esperienze presenti nel territorio”. Il convegno punta l’attenzione sulle questioni inerenti le metodologie integrative alla riabilitazione logopedica. In particolare presso la Biblioteca dell’Ospedale San Donato si è parlato di metodologie integrative in rapporto al bambino con deficit cognitivi, degli aspetti relazionali con l’animale ed anche del progetto “Mifidodimiao” che, tra le varie attività, ha coinvolto i giovani allievi di alcune scuole del territorio in un percorso di integrazione che li ha visti all’interno di Residenze Sanitarie Assistite (RSA) a contatto con anziani malati di Alzheimer. Sempre durante la mattina di oggi è stata presentata la “Scuola nazionale cani guida per ciechi”, un esempio di eccellenza a livello nazionale, una istituzione pubblica che afferisce all’assessorato alle politiche sociali della Regione Toscana, dove si addestrano cani che diverranno compagni inseparabili delle persone non vedenti, ‘ausili’ per la loro autonomia e non solo. Gli animali dimostrano di essere una risorsa eccezionale, per molti versi ancora da scoprire per ogni persona, ma ancor di più per coloro, bambini o anziani, che hanno problemi di salute e disabilità, anche grave e gravissima. Questo corso può divenire un occasione importante per fare il punto della situazione a livello regionale, ed è per questo che nel pomeriggio si è deciso di riunire in una tavola rotonda esponenti politici, anche regionali, in modo da poter affrontare concretamente la questione dello stato dell’arte delle linee guida in Regione Toscana. Una questione di tutela quanto mai necessaria, sia per l’utente che per l’animale e, allo stesso tempo, per ottimizzare al meglio le potenzialità della pet therapy nei possibili ambiti sanitari. Nella giornata di domani il corso si sposta presso la ASP Fossombroni (Stanza Snouzelen), dove si parlerà del bambino e la stimolazione multisensoriale, oltre che dell’anziano. Saranno trattate tematiche inerenti alla riscoperta del proprio corpo, la sua capacità comunicativa, il suo linguaggio non verbale. A questo proposito, è stata predisposta al Fossombroni la “stanza Snouzelen”, quale spazio terapeutico e riabilitativo in cui i sensi sono stimolati con l’aiuto di suoni, luci colorate, profumi, video e musiche rilassanti.

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