"Un fantastico via vai", bagno di folla per la prima all'Uci. Pieraccioni scherza con il pubblico. Applausi e risate

Il regista ha fatto il giro delle sale e intrattenuto gli spettatori con le sue battute

| di Andrea Lorentini
| Categoria: Sport
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Arriva in leggero ritardo sul programma, ma quando si materializza il pubblico lo accoglie con un lungo applauso. Tutti pazzi per Pieraccioni che fa, naturalmente, il pienone alla prima del suo film all’Uci. Leonardo è stato il mattatore della serata. Ha fatto il giro delle varie sale dove il suo “Un fantastico via vai” è stato proiettato ogni venti minuti per permettere al regista di salutare tutti o quasi. L’attore fiorentino, accompagnato dal produttore Calosci, ha preso il microfono ed ha intrattenuto gli spettatori con la sua proverbiale ironia. Esilaranti alcune battute: “Ceccherini si scusa per non essere qui, ma il mercoledì dà lezioni di catechismo” è giù risate. E ancora: “Vi vedo tutti contenti che non avete pagato il biglietto. In realtà vi tocca pagare all’uscita”. Ha scherzato con il medico che lo ha curato nelle prime settimane delle riprese per una leggera indisposizione: “Se qualcuno soffre di prostata ha qui pronti due cateteri”. Una decina di minuti in ogni sala prima della proiezione del film. E alla fine l’omaggio alla città al grido: “Viva Arezzo” ripetuto più volte. E’ tornato alla fine per un altro saluto e per ricevere l’ennesimo bagno di folla e i soliti, immancabili, applausi.  Presenti tanti volti noti e personalità a cominciare dal Sindaco Fanfani. Mischiate in sala, autorità e gente comune tra cui le numerose comparse del film. Una di queste è stata riconosciuta da Pieraccioni: “Lei è quella della panzanella”. Spente le luci, è cominciato lo spettatcolo con Arezzo assoluta protagonista: dal primo colpo d’occhio tra gli alberi di Sargiano a una Sant’Agostino da cartolina, dalla solita piazza Grande al fascino dei vicoli e delle strade. Perfino un paio di carrellate dall’alto, a occhio e croce girate al Continentale, sui tetti che risalgono verso San Francesco.

 

Andrea Lorentini

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