Mancini:”Non ho mai litigato con Abete

"Mancini:”Non ho mai litigato con Abete. L’Arezzo fu punito e la città non alzò un dito per difenderlo”

| di a cura della redazione
| Categoria: Sport
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L’Arbitro Club era esaurito in ogni suo posto. Oltre alla formazioni allievi arrivate ad Arezzo per prendere parte al torneo intitolato ad Azelio Rachini erano presenti alla consegna del premio “dirigentedell’anno” a Giancarlo Abete anche Umberto Zerbini (presidente dell’Arezzo FA), Marcello Nicchi (presidente dell’Aia), Francesco Romizi (assessore allo sport), Marco Donati (deputato) e le autorità sportive locali. In mezzo a loro anche il volto popolarissimo di Paolo Rossi, il giornalista Mario D’Ascoli e l’ex presidente amaranto Piero Mancini intervenuto per stringere la mano alla massima autorità della FIGC.

“Non ho fatto pace con Abete perchè non ho mai litigato con lui – ha spiegato Piero Mancini. Abete è un grande personaggio, lo dice l’Italia e la UEFA. È una persona molto stimata, altrimenti non lo avrebbero rieletto. Questa mattina sono venuto a stringergli la mano. Per i regressi c’è chi dice che giustizia deve essere rispettata, io dico che il ferro andrebbe battuto al momento giusto. Non posso dare la colpa ad Abete per quello che è accaduto all’Arezzo. Il rammarico che io ho non posso attribuirlo ad Abete. Dovremmo recriminare contro gli organi di giustizia sportiva”.

La colpa però secondo l’ex patron amaranto è anche della città che non ha saputo far sentire le proprie ragioni al momento opportuno.

    “La sentenza di Calciapoli nei confronti dell’Arezzo è stata ingiusta, ma le colpe sono anche della città, noi tutti che non siamo riusciti a farci sentire. Siamo stati penalizzati senza aver alcun tesserato coinvolto. A chi mi riferisco quando parlo di tutta Arezzo? Le città sono dirette da qualcuno, dal primo cittadino, dai rappresentati politici che noi votiamo per far rispettare la città. In quel momento, quando la sentenza di Calciopoli punì l’Arezzo, o erano tutti sordi o non c’erano politici. Nessuno alzò un dito per difendere Arezzo e la sua squadra di calcio. Siamo stati coinvolti solo perchè due persone a nostra insaputa parlavano dell’Arezzo. Visti i soggetti e le sentenze dell’ultimo periodo dico che ci hanno ammazzato, per non parlare poi della Juventus che andò a perdere dopo quattro anni in casa contro lo Spezia. Complimenti alla Juve”.

a cura della redazione

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