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Montevarchi, partiti i lavori per la messa in sicurezza del Torrente Dogana

La Provincia ha investito sull'opera oltre un milione e 400 mila euro, oggi sopralluogo sul cantiere del Presidente Vasai e dell'Assessore Perferi

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Investire un euro sulla difesa del suolo e la prevenzione dal rischio idraulico significa risparmiare tre o quattro volte tanto quando si deve fare la conta dei danni delle alluvioni. Così, in estrema sintesi, l'assessore provinciale Antonio Perferi ha presentato i lavori sul torrente Dogana, a Montevarchi, che hanno preso il via in queste settimane. "L'ultimo straripamento del torrente Dogana risale al 2000, ma altri ce ne sono stati anche nel 1993, e ancora nel 1966, l'anno dell'alluvione di Firenze - ha spiegato Perferi. E per un torrente che attraversa il comune, in mezzo alle case per un buon tratto, fino alla sua confluenza in Arno, il rischio che torni a straripare era troppo alto, non tollerabile quindi per la sicurezza delle persone". Per questo la Provincia di Arezzo ha deciso di varare un progetto di consolidamento degli argini del Dogana, un maxi-intervento da 1 milione e 400 mila euro, che consentirà una volta per tutte di mettere la parola fine ai timori di esondazione dell'ultimo tratto del torrente, quello cittadino appunto. Il bando di gara, a cui hanno partecipato una trentina le ditte, si è concluso con l' l'affidamento dei lavori a una azienda di Torino che ha offerto un ribasso del 17,71% sulla base d'asta e la fine dei lavori è prevista per il 10 settembre di quest'anno. "Si tratta di un'opera di grande rilevanza, finanziata dalla Provincia di Arezzo e dalla Regione Toscana, che consentirà di mettere in sicurezza gli argini del torrente" ha sottolineato l'Assessore Perferi, che questa mattina ha effettuato un sopralluogo nel cantiere assieme al Presidente Roberto Vasai. Il torrente Dogana, nel tratto che va dalla SR 69 all'Arno, è un canale artificiale che risale al '700, quando il Granduca Pietro Leopoldo dispose una serie di interventi di canalizzazione nel bacino dell'Arno per ricavare nuove terre da destinare all'agricoltura. Da allora sul torrente gli interventi effettuati alle arginature sono stati pochi, e spesso successivi proprio agli eventi alluvionali più importanti. L'intervento progettato e appaltato dalla Provincia riguarda un tratto lungo 1 chilometro e 200 metri, fino alla confluenza nell'Arno; gli argini saranno alzati, in particolare quello destro che oggi è più basso di quello in sinistra idrografica, e saranno anche allargati, in modo che sopra alle nuove arginature possano passare, all'occorrenza, i mezzi di servizio per la manutenzione o per le emergenze. Il fatto di allargare gli argini consentirà di trasformarli entrambi in una pista ciclabile, a servizio di tutti i cittadini, che potrà essere poi collegata a quella prevista sull'Arno. La terra necessaria per l'innalzamento e l'allargamento degli argini sarà ricavata dal bacino del torrente stesso, che sarà scavato per ampliare la superficie di scorrimento dell'acqua. Il tabernacolo che segna l'ingresso del fosso Reale nel Dogana non sarà demolito: il nuovo argine lo bypasserà, girandogli intorno, per evitare la cancellazione di un fabbricato che ha comunque un valore storico per la popolazione di Montevarchi.

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