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Progetto di valorizzazione del fagiolo zolfino

Iniziativa di valorizzazione del comune di Terranuova

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Il fagiolo Zolfino, chiamato così per il colore giallo pallido simile allo zolfo, è una delle produzioni più caratteristiche e pregiate del nostro territorio. Da quest’anno, l’Amministrazione Comunale di Terranuova Bracciolini ha sostenuto l’avvio di un nuovo progetto per procedere ad appropriate iniziative di tutela e valorizzazione. Questa decisione è maturata dopo una serie di riflessioni su alcune criticità quali: la rinuncia a procedure di riconoscimento comunitarie o di altre forme di tutela, la forte presenza sul mercato nazionale di prodotti similari e di dubbia provenienza, la diffusione di materiale di origine incerta per la riproduzione ecc.
Un insieme di problematiche che hanno fatto avvertire la necessità di una verifica sullo “stato di salute” di questo prodotto, con l’obiettivo di garantire i consumatori e allo stesso tempo tutelare gli agricoltori che si impegnano a preservare la qualità e tipicità del fagiolo zolfino. Sergio Chienni, Assessore alla Promozione del territorio, illustra quanto fatto: “Nel 2012 abbiamo effettuato un primo censimento dei produttori e delle superfici utilizzate per la coltivazione nell’area Terranuova-Setteponti, monitorando la qualità e quantità delle coltivazioni. Da questo percorso è scaturita da un lato la costituzione di un Comitato di tutela, composto da figure di garanzia esterne al settore produttivo e con incarichi di controllo e monitoraggio; dall’altro la nascita di una Associazione dei produttori, aperta ad aziende e appassionati, che funge da strumento di rappresentanza e di promozione. Tutti i soggetti coinvolti hanno operato e stanno operando a titolo volontario e gratuito”.
Il progetto prevede per il 2013 altri importanti passaggi: “Con la preziosa collaborazione dell’Associazione dei produttori – prosegue Chienni - stiamo recuperando una parte di prodotto, di provenienza certa e controllata, da destinare alla semina. Ogni anno l’Associazione e il Comitato di tutela provvederanno a distribuirla agli agricoltori che partecipano al progetto, annotando quantità di seme distribuito e conseguente produzione. Inoltre stiamo lavorando per attivare un percorso di certificazione partecipata (De.Co. e/o marchio di garanzia) per contrastare la diffusione di prodotti di dubbia provenienza”.

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