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Pdl: "Bucine, il "caso" dell'autorizzazione per l'impianto di trattamento dei rifiuti concesso dalla Provincia finisce in Regione"

Interrogazione urgente per fare approfondimenti di merito

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Il "caso" dell'impianto per il trattamento dei rifiuti di Bucine (AR) finisce in Regione. Così, dopo le segnalazioni del Gruppo comunale del PDL  e dopo l'interrogazione a firma del Capogruppo del PDL in Consiglio Provinciale arriva anche l'interrogazione a Palazzo Panciatichi rivolta all'Assessore Bramerini per quanto riguarda le ricadute ambientali e all'Assessore Marson per gli aspetti urbanistici.

Le firme in calce alla lunga interrogazione sono di quelle "pesanti": Stefano Mugnai, Vicepresidente della Commissione Sanità; Paolo Enrico Ammirati, Vicecapogruppo Vicario del PDL; Stefania Fuscagni Portavoce dell'Opposizione e Andrea Agresti Vicepresidente della Commissione Ambiente. Sono molte le questioni che si chiede di chiarire e che hanno proprio ad oggetto la delibera della Giunta Provinciale di Arezzo: del resto questo impianto presenta numeri rilevanti infatti a conti fatti, in dieci anni - periodo minimo di attività dell'impianto -  questo impianto tratterà un quantitativo complessivo di circa 1.116.000 tonnellate di rifiuti. Si è poi calcolato che per la realizzazione dell'impianto sarà necessario movimentare ed asportare la terra presente sul pendio lato Est per un quantitativo di circa 7.000 metri cubi, stimabile in 115.000-120.000 tonnellate. Non solo: se è vero che tra la tipologia dei rifiuti si escludono quelli pericolosi, è altrettanto vero che leggendo gli atti presentati, e quelli allegati alla delibera G.P. n. 201/2013, il deposito temporaneo di rifiuti potrebbe eventualmente contenere amianto o depositi di fanghi, di idrocarburi e di olii il cui trattamento richiederà la presenza di ditte specializzate.

Fin qui gli aspetti di compatibilità ambientale a cui si aggiungono questioni strettamente urbanistiche non meno importanti tenuto conto che il tutto verrà realizzato anche con una variante che modificherà il precedente perimetro di un'area che era stata ritenuta critica dal punto di vista idrogeologico e che era precedentemente indicata come da tutelare, sulla quale pendeva un forte vincolo con una  previsione urbanistica locale che era attenta alle componenti paesistico-ambientali ed alla bonifica e recupero dell'intera zona. Insomma molti aspetti vengono posti sul livello comunale, provinciale e regionale.

Dal PDL si attendono risposte a Bucine, ad Arezzo e ora anche a Firenze e in Regione si chiede anche di capire e sapere se la Provincia di Arezzo abbia o meno travalicato le proprie competenze in materia ambientale e urbanistica.

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