Caprese, incontro sui rischi connessi alla realizzazione di una centrale a biomasse

Si è svolto venerdì. Partecipazione di amministrazioni vicine, associazione numerosi cittadini

| Categoria: Valtiberina
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Venerdì scorso si è tenuto a Caprese Michelangelo un incontro informativo sui rischi
connessi alla presenza sul territorio di una centrale a biomassa. L'incontro, promosso dal
locale Comitato Ambiente e Salute, è stato molto partecipato sia in termini di persone
sia in termini di discussione. Sono intervenuti non solo cittadini preoccupati ma anche i
rappresentanti di alcune ammnistrazioni locali vicine, le associazioni della Valtiberina e
alcuni rappresentanti del comitato di chitignano che si battono da mesi contro un
impianto simile. Tutto questo dimostra chiaramente la complessità del tema, che
davvero non può essere gestito solo a livello locale, considerato che da qui al 2015 in
Toscana nasceranno 45 impianti simili.
Alla riuscita dell'incontro hanno collaborato due esperti riconosciuti a livello nazionale,
che hanno portato la loro visione, certo critica ma fondata su evidenze scientifiche: il
prof. Federico Valerio, chimico ambientale, già ricercatore presso L'Istituto Nazionale
per la Ricerca contro il Cancro, e il dott. Michela Guida, referente per la sezione di
Arezzo dell'associazione internazionale ISDE – medici per l'ambiente.
Durante l'incontro sono emersi principalmente due elementi: per quanto riguarda gli
inquinanti emessi dall'impianto autorizzato a Caprese, il rispetto dei limiti di legge non
è sinonimo di garanzia della tutela della salute, in particolare per quanto riguarda le
polveri sottili e le micropolveri. Recentemente infatti l'Organizzazione Mondiale della
Sanità ha dichiarato cancerogeni i PM 2.5 qualunque sia la loro concentrazione per
metro cubo, in altri termini solo la loro totale assenza é garanzia di aria salubre. In base
ai dati del progetto, l'impianto previsto a Caprese ha richiesto l'autorizzazione ad
emettere in atosfera fino a 315 grammi di polveri l'ora per complessivi 2300 Kg l'anno.
L'altro elemento interessante emerso è la considerazione che sul piano normativo la
tutela della qualità dell'aria non può essere vincolata solo al rispetto dei limiti massimi
di inquinamento. Una direttiva europea, già recepita dalla legge italiana, impone
l'obbligo di "mantenere la qualità dell'aria ambiente, laddove buona, e migliorarla negli
altri casi". Questo elemento di tutela dell'aria buona non è stato preso in considerazione
nella valutazione dell'impianto a biomassa previsto a Caprese Michelangelo, con la
conseguenza che qui si è autorizzato un considerevole peggioramento dell'aria. Là dove
questa direttiva viene osservata, in Emilia Romagna ad esempio, i nuovi impianti devono
inquinare il meno possibile e comunque devono garantire un bilancio degli inquinanti
pari a zero, se non addirittura con segno negativo: le soluzioni tecniche ci sono.
Considerato che questo impianto inquina, considerato che questo inquinamento
legittima il dubbio rispetto alla tutela della salute e dell'ambiente, la domanda che ci si
pone adesso è se questo impianto è necessario o anche solo utile per il territorio di
Caprese. La risposta dei partecipanti all'incontro è stata chiara: questa centrale a
biomasse, finalizzata a una mera speculazione sui ricavi garantiti per la produzione di
energia da fonti rinnovabili, non è accettabile e va respinta con tutte le forze. In questa
direzione il comitato di Caprese e tutti i partecipanti hanno accolto con un applauso
liberatorio l'apertura del Sindaco che ha preso atto di questa contrarietà assoluta dopo
un serrato dibattito e che lo ha portato ad affermare che fa propria questa lettura dei
rischi e dei vincoli normativi e si adopererà perché questo impianto non venga fatto.

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