La memoria non è solo scrittura, al via la 29esima edizione del Premio Pieve

Appuntamento serale con il film Tutto parla di te di Alina Marazzi. Rafgica di eventi già il primo giorno

| Categoria: Valtiberina
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Evento di apertura ma anche di chiusura: questo sarà il seminario La memoria non è solo scrittura (ore 14.00) l’appuntamento che inaugura la 29° edizione del Premio Pieve Saverio Tutino e che chiude un ciclo di incontri sulle forme che la memoria assume e sui linguaggi con i quali si esprime. Il Cesvot e l’associazione Promemoria sono stati promotori di questo corso di formazione per volontari della cultura che ha spaziato dai temi della memoria e della fotografia con relatore Daniele Cinciripini, della memoria e del video con relatore Samuel Webster, della memoria e dei social media con relatrice Alessia Clusini e infine memoria e mail art con relatrice Maria Zamboni. In ognuno dei laboratori, punti di partenza o di approdo sono stati la propria autobiografia o la rappresentazione di sé. Per tirare le fila, un intervento del direttore scientifico dell’Archivio Camillo Brezzi e del professor Pietro Clemente che parlerà di Facebook dalla sua personale angolatura antropologica.
L’attenzione si sposterà dalle 16.00 su tre mostre che inaugurano e che accompagneranno gli ospiti del Premio fino a domenica: apre La parola e il tempo (Parola, immagine, pittura, segni e scrittura nell’arte) a cura di Anna Spagna Bellora e Silvia Colombo che trae ispirazione anche dal Lenzuolo di Clelia Marchi, simbolo ormai universalmente riconosciuto dell’Archivio diaristico nazionale e della sua attività di raccolta di materiale autobiografico. L’esposizione ha coinvolto quattordici artisti che operano nelle ricerche verbovisuali e ciascuno ha realizzato un lavoro a tema, con un preciso stile personale accomunato da un supporto uguale per tutti: un lenzuolo bianco. Alle 17.00 saranno inaugurate le altre due mostre: Il tesoro dell’Archivio 2013, con la selezione degli originali più interessanti che sono arrivati a Pieve Santo Stefano nel corso dell’anno. Un'esposizione ideata per permettere al pubblico del Premio Pieve di osservare da vicino i “contenitori” che ciascun autobiografo ha scelto per conservare il racconto di sé.
Pochi passi più in là la fotografa Donata Pizzi renderà pubblico il suo Di me, attraverso gli altri, il fotodiario realizzato scattando fotografie quasi ogni giorno, per un anno, mentre attraversava il mondo e incontrava persone straordinarie. Un racconto personale articolato per immagini, istantanee di persone e luoghi che riflettono il momento di vita attraversato, e descritto, dalla fotografa. Perché le pratiche autobiografiche riescono a trovare le forme più inaspettate per affermarsi.
Alle 17.30 appuntamento istituzionale con la tavola rotonda Tra cuore e ‘core business’ alla quale parteciperanno i due membri della direzione artistica del Premio, il giornalista Guido Barbieri e l’attore teatrale Mario Perrotta. E poi: Simona Signoracci, vicepresidente della Fondazione Telecom, Gian Bruno Ravenni, coordinatore Giunta regionale Toscana, Rossana Rummo, Direttore Generale per le biblioteche, gli Istituti culturali e il diritto d'autore del Mibac. Un’occasione per fare il punto, lo stato dell’arte, sulle condizioni dell’economia del mondo della cultura e per parlare di come uscire dalle difficoltà, perché come dice lo slogan del Premio 2013 “ma la memoria non è in crisi”.
Sarà quindi l’ora (20.00) della videopresentazione del Memory Route, il progetto di turismo esperienziale che coinvolge direttamente l’Archivio dei diari insieme ad altre due realtà del territorio della provincia di Arezzo riconosciute per il loro patrimonio di tradizioni e di memoria. Partendo da Pieve Santo Stefano e arrivando fino al Comune di Terranuova Bracciolini, passando per la Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari, il Memory Route celebrerà un’area storicamente lontana dal turismo di massa della Toscana, un punto d’arrivo per chi cerca e vuole vivere la vera tradizione, attraverso gli occhi della comunità locale. Infine, alle 21.30, la proiezione del film Tutto parla di te di Alina Marazzi. Un film coraggioso che sprona a una riflessione critica sul “dogma della maternità”, inteso come implicita accettazione positiva da parte della donna del divenire madre mettendo al mondo un figlio. L’Archivio dei diari è orgoglioso di poter vantare un ruolo attivo nel concepimento di questa pellicola, ispirata anche da una ricerca effettuata sulle testimonianze autobiografiche conservate a Pieve Santo Stefano: si va così consolidando un sodalizio culturale che ha raggiunto il massimo livello espressivo proprio con il film-documentario ‘Vogliamo anche le rose’, nel quale la regista ha raccolto le voci in soggettiva di tre donne attraverso i loro diari tratti dall’Archivio, per raccontare la rivoluzione vissuta e realizzata dalle donne negli anni Sessanta e Settanta.  

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