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La recensione: "La regola del silenzio" un bel film con ottimi attori

ALL'INTERNO TUTTI I TITOLI DI NATALE

a cura della Redazione
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Diciamo subito che “The company you keep” tradotto in italiano con il titolo “La regola del silenzio” è un bel film, di quelli asciutti, lineari con pochi fronzoli ma efficaci. Robert Redford prende di nuovo in mano la cinepresa per filmare un lavoro che vede protagonista ancora una volta la gente comune. E lo fa interpretando anche il personaggio principale della storia senza vergognarsi del tempo che passa con le sue belle rughe che regalano un’immagine vera di un uomo che, per lungo tempo, è stato il sex - symbol del cinema americano e internazionale. Accanto a lui due mostri sacri Julie Chirstie, sempre bellissima nonostante i suoi 71 anni e Susan Sarandon alla quale bastano pochi minuti per dare un senso al suo personaggio. Al centro della vicenda c’è un tranquillo avvocato di provincia Jim Grant (Robert Redford) e un giornalista intraprendente Ben Shephard (un bravissimo Shia Lebeouf) che alla fine compirà una scelta importante. Con questo film, sicuramente il migliore del periodo natalizio, Robert Redford omaggia anche il cinema di Sidney Pollack, scomparso nel 2008, un cinema di indagine e allo stesso tempo democratico di cui lo stesso Robert Redford fu bravo interprete. Nello scorrere della narrazione, particolarmente intenso lo scambio di vedute tra Shia Labeouf e Stanley Tucci, il primo giornalista con sogni e ideali, il secondo caporedattore senza più illusioni. Insomma “La regola del silenzio” è un film solido, con un ottimo impianto e con un mix tra vecchi e nuovi attori che lo rende interessante e accattivante. Due ore da passare senza annoiarsi e un biglietto da non rimpiangere. 

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