Lucignano, sotto l'albero il dono è la riappacificazione tra due fratelli

L'impegno e la costanza del nipotino hanno annullato una lontananza durata 16 anni

| di Osvaldo Tavarnesi
| Categoria: Attualità
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Si dice sempre che a Natale tutto è possibile, proverbio questo che sembra appositamente scritto per i bambini, una piccola bugia, che rende ancora più misterioso ed affascinante l'atmosfera. Questa volta, c'è voluto proprio un bambino per riuscire in un "impresa" che i "grandi" mai avrebbero portato a termine: un riavvicinamento tra fratelli che non si "parlavano" più da ben 16. Una "separazione", questa volta che non era dovuta a problemi di soldi, o a separazioni dovute a problematiche con i loro genitori, storie queste che hanno fatto la fortuna di trasmissioni televisive nazionali. Questa volta solo un litigio di "vedute" li ha "separati" e c'è voluto un bambino per riportare la " pace" tra i due . Ma andiamo indietro nel tempo, a 15 anni fa quando è iniziata a storia che ha come causa la decisione di uno dei due fratelli di andare a lavorare in Italia, lasciando l'azienda agricola di famiglia, situata in un vicino Paese dell'est. Una decisione che scatena l'ira dell'altro che si sente tradito. Ma l'uomo non cambia idea e parte per il Paese del sole. Prima nelle campagne senesi, poi Lucignano, dove trova casa, lavoro e si fa raggiungere dalla moglie con il figlio. L'inserimento nella comunità lucignanese è immediato e tutto sembra procedere nel migliore dei modi, ma rimane sempre quella "ferita" del litigio e di conseguenza la lontananza con il fratello, dal quale non ha più ricevuto lettere o telefonate. Quando torna per le ferie al suo paese d'origine, il fratello non risponde ai suoi tentativi di saluto ed il suo sguardo è sempre girato verso la parte opposta. Dopo le ultime ferie il figlio più piccolo quello  nato, 7 anni fa a Lucignano, decide di cercare in ogni modo di "raddrizzare" questa situazione. Il bambino è molto legato allo zio, anche se lo vede soltanto 2 volte all'anno, che ricambia l'affetto con un sentimento ancora maggiore dato che non avendo avuto figli, lo considera come il figlio che avrebbe voluto ma che la vita non gli aveva concesso. Matteo, questo il nome del bambino, gli scrive più volte e gli telefona almeno una volta alla settimana, sempre di nascosto dai genitori. Ma tutto sembra vano. Il piccolo lucignanese non demorde ed invia, come ultima speranza, una lettera allo zio, nella quale chiede come regalo di Natale la possibilità di passare insieme, a Lucignano, le festività. Venerdì 20, la lieta sorpresa e come un finale degno della migliore "carrambata" lo zio arriva alla casa del fratello e senza dirsi niente si trovano abbracciati e piangenti. Questo pianto ha portato così tanta felicità nel cuore del piccolo(o grande) Matteo che non faceva altro che correre intorno ai due fratelli abbracciati. A Natale è deciso, ci sarà un'unica tavolata dove, per una volta tanto, il menù sarà in secondo piano.

Osvaldo Tavarnesi

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