Furto di rame al depuratore di San Giovanni, Arpat "Valori entro i limiti"

Si sarebbe potuto verificare un grave danno ambientale

| Categoria: Cronaca
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Ieri il Servizio Locale Valdarno di Arpat è intervenuto su richiesta di Publiacqua, la società di gestione dell'acquedotto intercomunale, per verificare le eventuali conseguenze dovute all'arresto dell'impianto di trattamento delle acque di San Giovanni Valdarno. Il blackout è stato provocato dal furto dei cavi di rame che collegano l'impianto alla centrale elettrica. In attesa del ripristino della linea, i tecnici sono stati chiamati a valutare e concordare  eventuali misure di mitigazione degli effetti possibili nel caso che il fermo impianto si fosse protratto.
L'arresto prolungato del depuratore può rappresentare un'importante criticità per il corpo ricettore, con conseguenze dirette anche sulla qualità delle acque superficiali destunate a uso potabile prelvate nel comune di Figline.

I tecnici hanno valutato l'ipotesi di deviare gli scarichi fognari, in modo da immetterli direttamente nei corpi idrici ricettori senza entrare nel circuito di depurazione, usando gli scolmatori di piena.
Si tratta di sistemi idraulici che regolano i quantitativi d'acqua fognaria che si immettono nel depuratore. In caso di pioggia, o comunque di aumento di portata, il sistema fa passare la quantità accoglibile nel depuratore e devia il flusso in eccesso direttamente nel corso d'acqua recettore.

Nell'ipotesi di scaricare direttamente nei corpi idrici, per diluire l'impatto sono stati individuati più scolmatori: a Montevarchi, Terranuova Bracciolini, Loro Ciuffenna e San Giovanni Valdarno, che intercettano gli scarichi in riva sinistra dell'Arno, in modo da diluire e ossigenare la massa dei reflui altrimenti tutti convogliati nel punto di scarico del depuratore.

Nel pomeriggio è stato fatto un programma di intervento in base al quale, se l'impianto non fosse tornato a regime,  si sarebbe dato inizio alle operazioni  di scolmatura alle ore 1 di oggi .  I successivi contatti hanno confermato che la maggior parte dei processi di trattamento sono stati rimessi in funzione. In particolare, anche se non tutto è a regime, l'impianto alle ore 12 di oggi  è in grado di trattare la  portata nominale (QN). Alcuni scolmatori sono comunque attivi, anche per la pioggia di ieri.

Dalle prime analisi gestionali effettuate sull'effluente depurato risultano rispettati i valori previsti dalla normativa sia delle sostanze azotate (ammoniaca, nitriti e nitrati) sia delle specie carboniose (BOD COD).

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